“Con questo primo articolo inizia il nostro viaggio alla scoperta delle tradizioni e delle storie legate alla festa di San Giuseppe, patrono di Capurso. Un percorso che, a cura di Antonio Volpe, ci accompagnerà passo dopo passo fino al 19 marzo, giorno della celebrazione, offrendo approfondimenti, curiosità e riflessioni sul significato di questa ricorrenza per la comunità capursese.”
Un notaio, un sindaco e un Padre
“Il Magnifico Oronzo Raimundo, attuale sindaco d’essa terra, come li viene fatta istanza da tutti li cittadini, che per accrescere maggiormente la loro devozione appresso il Glorioso Giuseppe lo vollero per protettore di questa terra acciò proteggendola vivano sicuri delle gratie che ne saranno meritevoli”.
Con queste parole il 28 Marzo 1725 il sindaco Raimundo difronte al notaio Ottavio Stanziola si impegnava affinché un culto antico, quale quello rivolto a San Giuseppe, potesse finalmente essere portato a compimento divenendo esso Patrono di Capurso.
Ecco che così l’intero paese si affidava alla tutela della Sacra Famiglia riunendola simbolicamente: La Madonna del Pozzo e San Giuseppe. Eppure quello rivolto alla Sacra Famiglia è un culto assai più antico, si fa cenno in alcuni documenti di un “Altare del Presepio” di proprietà della Famiglia La Capra e sul quale per tutto il ‘600 venivano celebrate le Funzioni Liturgiche proprie dell’Avvento ed in particolare modo la Novena di Natale.
Più in là con gli anni questo altare sarà dedicato al Gloriosissimo Giuseppe per il quale, come deciso sempre innanzi al Notaio Stanziola, la prima festa Patronale ricadrà il 19 Marzo 1726. Questo è soltanto l’inizio di una lunga storia, di un lungo rapporto padre-figlio fra i Capursesi e San Giuseppe.