CivitasLab ha il nuovo presidente: Elena De Natale

CivitasLab ha un nuovo presidente,  Elena De Natale. Una nuova sfida, così come lei stessa ha voluto raccontarci.

Il 2025 si apre con una bella notizia: la presidenza a CivitasLab. Questo cosa significa per te?

Per me, questo incarico significa responsabilità: la possibilità di contribuire in modo concreto alla crescita e al benessere della nostra comunità, mettendo a frutto le esperienze e le competenze che ho acquisito nel corso degli anni. È anche un’opportunità per proseguire il prezioso lavoro di chi mi ha preceduto, a partire dal presidente uscente Vito Giardino, al quale va il mio sincero ringraziamento per il suo instancabile impegno. Ringrazio anche il vicepresidente neo-eletto Giuseppe Lonero e tutti i soci dell’associazione per il loro sostegno. Questa nomina rappresenta per me un passo significativo, che mi consentirà di collaborare con tutte le persone che credono nei valori di civismo, inclusione e cooperazione.

L’associazionismo è nelle tue corde. Un percorso cominciato nell’AC che ti ha vista poi impegnata anche nel sociale. Come questa esperienza ti ha formata e come pensi di applicarla alla presidenza di CivitasLab?

Sin da piccola, sono stata profondamente coinvolta nel sociale, grazie anche all’esempio dei miei genitori, che mi hanno sempre insegnato l’importanza del dono e dell’impegno per il bene della nostra comunità. La loro costante dedizione al prossimo mi ha spinto a partecipare attivamente ad attività che mi hanno fatto comprendere che il cambiamento inizia sempre dalle nostre azioni. Il mio percorso nell’Azione Cattolica mi ha insegnato il valore della comunità, dell’ascolto reciproco e dell’impegno quotidiano per il bene comune. Ho imparato che ogni piccolo gesto può avere un grande impatto sulla vita degli altri. Successivamente, ho intrapreso il mio cammino nell’associazionismo con “Porta del Lago”, una realtà fondata da Francesco Crudele. Lì ho avuto modo di comprendere il vero significato di mettersi al servizio degli altri, contribuendo a rafforzare il patrimonio culturale di una comunità. Ricordo ancora le lunghe riunioni fino a tarda sera per organizzare eventi che, col tempo, sono diventati appuntamenti fissi nel nostro paese.
Da quel momento in poi, ho cercato di essere sempre una presenza attiva nel mio paese, contribuendo al benessere della comunità attraverso il mio coinvolgimento in diverse realtà associative capursesi.
Come presidente di CivitasLab, intendo portare avanti questi valori, coinvolgendo la comunità in progetti che non solo offrano supporto, ma che promuovano anche la crescita culturale e sociale. Il mio obiettivo è che le persone si sentano valorizzate e protagoniste, contribuendo attivamente alla vita del nostro paese.

Che idea hai del futuro per CivitasLab?

Il futuro di CivitasLab deve essere un futuro inclusivo, dinamico e proattivo. Immagino un’associazione che non solo risponda ai bisogni immediati della comunità, ma che sappia anche anticipare le sfide sociali e culturali, offrendo soluzioni innovative e durature. Mi piacerebbe vedere CivitasLab come un punto di riferimento per la crescita personale e collettiva, dove ogni individuo possa trovare opportunità per imparare e fare la differenza. Puntiamo a progetti che promuovano l’inclusione, la cultura della solidarietà e l’educazione civica, con un focus particolare sull’empowerment delle persone. Vedo CivitasLab come un laboratorio di idee, dove il valore della comunità sia al centro, e dove ogni membro abbia la possibilità di essere parte attiva del cambiamento.

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